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    La postazione di  Via Valenza


Barbara Elefante, luglio 2007

Vi conosco e vi seguo da meno di un anno ed è con tutta la mia riconoscenza che vi scrivo e voglio confortare la signora Brioschi sul fatto che la mia tesina sul dialetto milanese e Carlo Porta, per la quale mi ha aiutato, ha ottenuto un ottimo successo qui all’Università di Lettere e Filosofia della città di Mulhouse, in Francia (www.uha.fr). E’ grazie al vostro prezioso lavoro che il nostro dialetto milanese e con lui la nostra tradizione e cultura continuano a esistere. Sono stata molto contenta di poter presentare una Milano “letteraria” ai francesi alsaziani, anche se il mio contributo è stato davvero piccolo.

Giampiero Z., giugno 2007
Trent’ann de Radio Meneghina. Sonett.

Trent’ann de vita fresca e ganivella
a spantegà el bon sens col bel ghignin,
passaa tra di scialoss e quej de rella,
senza caragnà o cercottà zecchìn.

Questa chì l’è la Radio Meneghina
che la jutta a passà el temp a tanta gent.
On faro come l’è la Madonnina,
tant per i sciori e per quej cheg’hann nient.

Ona parola che riva con rispett,
che la cunta sù notizi, gramm o bon,
senza giontà o toeughen nanca on ett.

I vers de gran poetess e omenon
‘na vos che la manten quel che la promett
in grazia d’on direttor, gran Buseccon.

Antonia C., maggio 2007
Nel 1979, annoiata dalla radio che ascoltavo allora, ho girato la manopola e ho incontrato Radio Meneghina. Stava trasmettendo una canzone dei Tencitt. E’ stata una grande sorpresa e una forte emozione. Da allora non ho più cambiato canale: mi date di tutto, dall’informazione alla cultura, a ogni tipo di musica. Non riesco a segnalare che un programma mi piaccia più degli altri. Continuate così.

Renata O., aprile 2007
Vi ho ascoltato ininterrottamente dal 1976 al 1998e ho partecipato praticamente a tutte le vostre iniziative: dai Dì de la Montagnetta al Palio delle Porte. Poi sono dovuta emigrare in Toscana. Certamente mi mancava Milano, ma soprattutto mi mancava la mia Radio Meneghina che della città è il cuore e trasmette l’anima. Alla fine sono tornata a Milano nel 2001 e la più forte emozione di quell’anno è stata proprio il riascoltare le vostre voci, le notizie come le date voi, la musica come la proponete voi, le storie raccontate da Tullio Barbato, dal Prof. Ogliari e da Osvaldo Perellli; e anche i programmi in milanese.

Albina Bellan, marzo 2007
Nella mia stima e affezione per Radio Meneghina, che ho conosciuto ai tempi di Alfredo, complice Marilena, con tutti i suoi componenti che con tanto impegno sostengono il suo cammino.Dopo questo traguardo di anni raggiunto, auguriamo ancora lunga vita feconda. Esprimo un elogio a Lorenzo Barbato per come descrive il blues e appassionatamente in tutta la sua storia da tesi. Un elogio al sig. Renzo Susmel per le scelte variate e intelligenti delle sue trasmissioni. Un elogio alla eccellente Giovanna Ferrante, al mai tanto stimato (e mi permetto la debolezza di aggiungere: viaggiante) dir. Tullio Barbato che nella distribuzione delle trasmissioni accontenta e ascolta tutti (compito non facile) con tutte le spiegazioni. Un dovere spetta a chi se ne serve: ringraziare per quanto ci dona questa radio senza interruzioni in ogni momento, unita ai suoi collaboratori sempre disponibili e pazienti nell’accontentare ogni richiesta.

Alma B., marzo 2007
Cara Radio Meneghina,
in confront ai 31 ann de intervist a gent famosa, de organizzà spettacol, de fa parlà ai tò microfoni Amis con l’A maiuscola, e certi continoen anmò a partecipà ai trasmission, perchè se senten de fa part d’ona bella e sana compagnia, mì, domà de trii ann foo part de la “brigada”, ma però me par de vèssegh sempre stada!
Forza Radio Meneghina, avanti tutta, perchè semm in tanti a vorètt ben!

Rina V., marzo 2007
Vi ho incontrato soltanto nel 1999 poche settimane prima dell’edizione di quell’anno di Milanocanta alla quale ho poi sempre assistito. Ciò che mi ha maggiormente colpito, assieme alla grande varietà dei programmi e alla particolarità dei notiziari, è la vostra familiarità, con la quale entrate tutti nelle nostre case e nei nostri cuori. Quando abbiamo bisogno di sapere, capire, evadere, piuttosto che di un conforto, voi ci siete sempre, siete sempre lì, con noi. Grazie.

Alessia P., febbraio 2007
Ho trascorso una settimana intera a Milano. Ho sentito la vostra radio per la prima volta in un bar mentre facevo colazione e i sei giorni successivi non ho più cambiato frequenza! Volevo cogliere l’occasione per complimentarvi con voi perché avete scalette sempre molto gradevoli, per nulla scontate o ripetitive. Purtroppo io sono emiliana e, consultando il vostro sito, ho visto che non trasmettete fin qui. E’ un vero peccato, siete stati la colonna sonora per tutta la mia permanenza a Milano e me ne rimarrà sicuramente un bellissimo ricordo!

Rosella Antonini e Alberto, febbraio 2007
La prima volta che incontrai Radio Meneghina (circa 20 anni fa) ero a letto indisposta e sentii la voce di Walter Valdi, che ben conoscevo in quanto amico d'infanzia di mio marito e che abbiamo seguito e ammirato per tutta la vita; subito capii che quella era la mia radio e per me, milanese doc da varie generazioni, un punto di riferimento irrinunciabile! Sono passati gli anni ma la vostra radio non ha mai smesso di farmi compagnia allietando le mie giornate con garbo, calore e libertà di pensiero. I ricordi sono tanti e per elencarli tutti non basterebbe un intero volume; abbiamo visitato assieme tante belle località in Italia e all'estero, sempre con la costante, attenta presenza del dottor Barbato, preoccupato che tutto funzionasse per il meglio, una vera "chioccia" suggerisce il marito! Poi tanta allegria: pranzi, cene, rassegne canore e spettacoli vari dove la milanesità è sempre tenuta in primissimo piano, senza contare i personaggi della canzone e della cultura milanese che Radio Meneghina ci ha fatto conoscere e apprezzare. Pertanto "GRAZIE". Grazie innanzitutto al direttore Tullio Barbato per la sua cultura e la sua esperienza giornalistica che ci trasmette con competenza e onestà. Grazie a Giulio che, con pazienza, raccoglie giornalmente bisogni, pareri e anche lamentele di noi meneghini e cerca di rendersi utile e di ascoltare, con grande rispetto, qualsiasi opinione venga espressa anche se non sempre è possibile condividere tutto! Grazie a Rino per la sua dolcezza e solarità che scaldano il cuore e per la pazienza che condivide con Giulio nell'ascoltare tutti i "sassolini nelle scarpe" che vengono tolti durante le chiacchiere del mattino! Un grazie corale a tutti coloro che collaborano con passione a rendere grande questa nostra Radio; in particolare al dottor Lucillo Pitton che ci ha fatto amare ancor più e meglio la musica lirica e che, con mio marito, seguiamo tuttora nei concerti da lui organizzati sempre con grande perizia! Grazie anche, con affetto, a Giovanna Ferrante, la quale ci accompagna in tanti piacevolissimi programmi ma, sopratutto nella scelta dei libri da leggere che, recensiti da lei, sembrano tutti splendidi e da leggere subito!! Nella speranza che possiate, per tanti anni ancora, donarci il conforto e la gioia della vostra presenza, vi abbraccio tutti!!!

Antonia P., gennaio 2007
Vi ho ascoltato per la prima volta nel 1979. Cercando un canale diverso da quello su cui mi sintonizzavo abitualmente, mi sono fermata su una canzone milanese intonata dai Piccoli Cantori di Ninì Comolli. Da allora non vi ho più lasciati. Ho vissuto infinite emozioni con voi. Oggi ho quattro apparecchi radio nelle quattro stanze di casa mia: sono tutti sintonizzati sui 91.950, giorno e notte. Cosa dire di più…

Isa M., dicembre 2006
4 marzo 1984. E’ questo il più bel ricordo di Radio Meneghina. E’ il giorno in cui vi ho captato per la prima volta. Da quel giorno, in cui ho partecipato via etere alla vostra festa di compleanno, non vi ho più lasciato. Praticamente mi piacciono tutti i vostri programmi, che riempiono la mia giornata a casa e in negozio grazie ai vostri speakers tanto diversi fra loro e tanto bravi. Per questo periodicamente vi dedico anche qualche poesia.

Rina Maestrelli, dicembre 2006
Da quando vi seguo, cioè dall’estate dei mondiali di calcio del 1990, non mi perdo un vostro notiziario, che spesso riascolto anche di notte. E’ un appuntamento ricchissimo e al tempo stesso sintetico. Complimenti.

Bice F., novembre 2006

Cara Radio Meneghina, ti ascolto dall'inizio perché ti ascoltavano i miei genitori che mi hanno insegnato ad apprezzare la tua varietà e il fatto che dici sempre pane al pane. I miei discutevano spesso e mi sembravano il Gino e la Speranza di una delle tue prime trasmissioni: discutevano tutto il giorno fino a quando il Gino troncava di netto dicendo "adesso l'è ora de disnà"...
Ancora oggi l'entusiasmo, la forza ed il coraggio di diffonderti sempre più mi vengono ascoltandoti. Auguri!!

Dino Priori, ottobre 2006
Ringraziando ancora per l’intervista del 4 gennaio 2006 che è molto piaciuta ai miei parenti, amici e conoscenti, mi complimento per i 30 anni della vostra radio: un traguardo prestigioso raggiunto con una impegnativa e costante attività. Ho incontrato Radio Meneghina in occasione delle mie corse a tappa attorno al Lago Maggiore.

Milde Brandi, settembre 2006
Voraria cuntà ona storia vera, mì me proeuvi e poeu… vedaremm cosa ven foeura. Ona vintèna de ann fa, me son trovada a scoltà ona radio de doe mandaven ona trasmission parlada in milanes. El me pareva on miracol! Ma de doe rivaven sti vos? Finalment hoo capii che trasmetteven da on’emittente noeuva: ‘Radio Meneghina’ missa-sù de gent che ghe voreva ben alla nostra città, per scorlì i milanes e portai de bell noeuv ai sò radis.
L’è inutil dì che questa l’è diventada la ‘mia’ radio. Me s’è sbarattaa ona finestra, hoo fiadaa aria noeuva: vos de coltura, de amicizia, d’informazion, de musica, de poesia, on gran quader de tassei a color, faa de tutti stì vos mettuu insèma ogni dì semper noeuv, cont in mezz la nostra Madonnina che sorrid e benediss. Inscì vedi mì la mia radio.
Purtropp, col passà di ann, tanti tassei hinn mancaa, anca se resterann per semper in del mè coeur. Ma, tra quei ch’hinn restaa, vun l’è la vos de la nostra Ada che con la soa ‘scoletta’ la porta ai ascoltador tanta compagnia e on poo d’insegnament, per chì ghe ten, in rigoard de la nostra parlada. Mi son voeuna de quei che scolta con interess e l’è staa lì che hoo sentii parlà di ‘Amis de la poesia’ e di sò bei ‘incontri’, inscì on bell dì hoo decis de tra foeura el germoeuj e... ghe sont andada anca mì.
El coeur el voreva saltà foeura de tant che’l piccava denter. Quand son stada in del salon hoo sentii on bell sabettament allegher e hoo cercaa de mett a foeugh la Ada: l’avevi mai vista, avevi appena sentii la soa vos. Quand me son presentada, lee con tanta bella cera e de brava padrona de ca’ m’ha compagnaa a setass vesin a on rosc de amis. Ecco tanti vos che sentivi per radio e in la scoletta!! Me son sentida a ca’!
Poeu, s’hinn smorzaa i lus, s’è smorzaa el cicciarament e hoo poduu gustà poesii, lettur, canzon, che hinn vera poesia in musica etanti bei robb, ma tutt in meneghin… Moment de legria, de commozion e in fin el noster coro di ‘Amis de la poesia’ su l’aria de la “Rosamunda”.
El temp l’è volaa-via e cont on gran entusiasmo hoo capii che in de sto sit s’era rinnovaa el miracol de vint’ann fa. Hoo rivist, chi, quell bell quader faa de tanti tassei coloraa, stavolta però l’era on quader viv e podevi dagh a tucc ona fisionomia.
De quand hoo trovaa sta strada me senti pussee legriosa, tripilli quand riva el terz lunedì del mes e, la paura che quaicoss me impedissa de andà al pontell la me mett in sorbuj. Hinn òr che se passa in bella compagnia che fann ben al coeur e fann desmentegà per on moment i cruzzi de tutt’i dì. Ghe disi grazie a la Ada che con tanto amor e passion l’ha organizzaa stì ‘incontri’ e con la soa Scoletta e tanta pazienza l’ha gh’ha daa a tanta gent la voeuja de seguità a scriv in poesia e prosa, tanti bei robb che tocchen el coeur.
Gh’è de bon che on quai ann fa i noster autorità comunai gh’hann daa on ‘riconoscimento’ per el sò impègn per la milanesità e per el ben che la ghe voeur al noster dialett. Mai premi l’è staa pussee meritaa. Voeuri dì on grazie anche ai sò collaborador che fann de tutt per la bòna riessida del programma. Scusem se l’hoo fada inscì longa, ma son tanto contenta perché adess gh’hoo tanti amis e benedissi quell moment che hoo ciappaa sta bella decision.

Lina Pamini, luglio 2006
Con alcuni amici di Lugano ho partecipato all’organizzazione di diverse gite creando i contatti fra la Radio e le Ferrovie Federali Svizzere (direttore sig. Fimbonen). Ricordo con piacere la vostra accoglienza fatta a me e alle mie amiche di Lugano in occasione della visita dei vostri studi.
Le manifestazioni a cui abbiamo partecipato, se la memoria non mi inganna, sono: il concerto organizzato al Palazzo dei Congressi di Lugano; la gita in treno Milano-Lugano-Lucerna-Sciaffusa con visita delle magnifiche cascate del Reno; la gita in treno Milano-Airolo; la gita in bus Milano-Lugano con visita della Swissminiatur a Melide e crociera sul lago Ceresio seguita da un fantastico pranzo; la gita a Parigi svolta in parte con il treno e in parte con l’aereo. Sono in piena forma nonostante i miei 79 anni!

Letizia Besana Bianchi, luglio 2006
Quand, fina a on quai an fa, per andà in autostrada passavi in macchina sul cavalcavia in fond al vial Certosa, giravi el coo vers la montagnetta de San Sir. La montagnetta la m'è cara: lì, in mezz a tanti alter maceri, gh'è anca on quai freguj de la mia veggia cà, bombardada e incendiada. E me vegneven in ment i vers del Nino Rossi: ...puttòst che on mont a l'è on monton de tèrra che la natura in verd la quattarà...
A quattala de verd l'aveva pensaa, tra i alter, anca Radio Meneghina cont ona propòsta ai sò scoltador: " mettom giò di piant sui fianch de la montagnètta per dedicai a chi m'è car?" La propòsta l'era stada accettada con entusiamo : mètt ona nòstra pianta sui maceri de guèrra e fai riviv! Pròppi ona gran bèlla proposta!
E Radio Meneghina la s'è missa a l'òpera, l'ha studiaa el terren, l'ha ciamaa architètt del verd, botanich, vivaist, giardinee,...per fà on lavoraa pròppi come se dev.
E inscì, ona bella mattina luminosa e tersa, se sèmm trovaa in tanti alla montagnètta e èmm trovaa, pientaa di giardinee specialista, tanti piant giovin: rògor, nos, pin, rubini,... Sui fianch de la montagnètta gh'era on via vai de gent sorridenta che la cercava i sò piant, la se dava la vos, la parlava per fass sentì, la se ciamava...sù e giò... Anca mì, cont i mè parent, me son dada de fà, emm cercaa sui fianch de la montagna e, a la fin èmm trovaa i piant che avevom scernii: eren lì, fassaa de on bèll bindèll ross, quasi on naster de seda, con sù scritt i nòmm che avevom stabilii, quei di nòster de cà, quei che eren andaa via, in Paradis, ma i sò radis eren ben piantaa in la tèrra milanesa... Serom tucc commòss, cont i oeucc luster...ma anca content: se sèmm poggiaa ai nòster piant,quasi a cercà protezion e confòrt.
E per stà tucc insèmma on poo ancamò e string amicizia, dòpo d'avè brasciaa sù i noster piant ona vòlta ancamò,se sèmm riunii intorna a ona gran pignatta e èmm gustaa on bèll piatt de risòtt preparaa da Radio Meneghina!
L'è tanto temp che passi pù de lì...ma m'hann dii che la montagnètta l'è tutta quattada de verd, de piant alt e ben curaa, che leven i sò ramm vèrs el ciel e, quasi quasi, el tocchen...

Franca Brambilla, luglio 2006
La signora Franca, omonima della famosa attrice-conduttrice-animatrice e fondatrice del sodalizio internazionale dei Brambilla, rammenta con emozione gli anni delle trasmissioni della ex cantante e astrologa Paola Rosso (Cesarina Bardea): "intelligente amica mia, di Radio Meneghina e soprattutto delle stelle, deceduta nell'ormai lontano 1997 ma sempre vicina a chi la ricorda con affetto."

Ada Lauzi, giugno 2006
Ho incontrato Radio Meneghina alla “Su e giò per i Navili” del 1977. Tra le maggiori emozioni ricordo l’incontro con la Picci (Maria Pia Arcangeli), il Salotto delle Zabette di Radio Meneghina, l’Ambrogino d’Oro che abbiamo fatto avere alla vecchia levatrice Carolina Giorgetti, la prima trasmissione radiofonica, la benemerenza civica del 1994 a Palazzo Marino in un salone zeppo di militari e bandiere, il Premio Gabiazzi, i tanti e tanti programmi. E’ tutta un’emozione.

Ella Torretta, giugno 2006

C = l'ascoltatrice Caterina
E = la conduttrice Ella

C    Pronto....Pronto.?..  L’è la Radio Meneghina? Signor, ‘me sont infesciada... tripilli tutta, son fina sudada! Per piasé voraria parlà con quella Sciora che in la trasmission d'ier l’ha cicciaraa de montagna...
E    Ah, si, son mì... me ciami Ella.... e tì chi te see?
C    Mi... mi sont ona veggetta.
E    Come? Te gh’avaret on nòmm, cara la mia nonnetta.
C    Si, Sciora che la me scusa. Me ciami Caterina... Caterina Brusa.
E    Allora, pòdi fà on quaicòss per tì?
C    Cara, cara Sciora, la ringrazi per quell che l'ha cuntaa sù... l'ha spiegaa inscì polito che me pareva de vedè el praa quattaa de fior de tutti i color, el bosch e, tra el fosch di pin, i diruperi gris, quasi smòrt che al tramont diventen invernighent, hoo vist de noeuv la faccia sgagnada dal frecc de quell vecc pastor, el Rico che, liron-liran, el bicoccava per el paes cont el balandran sfilaperent.
E    Ma Caterina, se te pias inscì tanto la montagna trà via el germoeuj, mett sù on para de scarpon e  va.... va per i sentee.... se pò savé adess se te gh’hee?... perché te ven el magon?
C    Mi voraria, ma... la mia condizion...
E    Dai, dai... fagh minga sù ona caragnada... va sù per i bricch, va a dagh on’oggiada al baitell apos al sass Scarlasc, dove gh'era quell Pittor solitari ch'el passava l'estaa a pitturà. I montagn hinn semper lì a spettà cont i brasc avert tucc quei che scolten la soa vos, la rispetten e scarponen in silenzi per fagh gòd i bellezz del Creaa.
C    Nò, nò... mì pòdi nò... pòdi pù... I sò paròll m’hann faa tornà indree... quand seri ona tosetta vivevi in Val Codera... ona vall longa, longhera… stavi in l’ultim baitell del paes vesin a la gesetta dove el torrent senza savel el resentava i pagn poggiaa sui sass, intanta che mì, stimuscetta e ambiziosa, cercavi de speggiamm in l'acqua! Quand l'ha cuntaa sù del balandran, m’é vegnuu in la ment che con quell el mé zio el me quattava per minga ciappà frecc quand sui veder, come tendin legger, se formaven i fior de giazz. Me l’era bell quel cantonscell de pas! Anca adess, stoo ben, chì a Milan... stoo in d'ona cà granda al quint pian... me manca però... nò, nò me manca nient... Son contenta anche se i mé parent hinn tucc lontan... Son semper de per mì... la vegna a trovamm on quai dì… cicciararemm on pò... ghe n’avaria inscì de ròbb de dì prima che me se deslenguen in la ment, dì per dì... ma, nò, fa nient... Lee la sarà ciappada con tanti pendizzi... Grazie istess... La saludi e La ringrazi ancamò per la bella cicciarada!
E    Caterina, spetta on moment. Te gh’heet inscì pressa? Sent, vegnaroo pròppi a tròvatt, dimm dove te stee?... Si, hoo capii: Via Bescapé... e te portaroo on fior alpin, magara fassaa dent in d'on ramett de pin, inscì te usmaree el profumm del bosch!
E    Oh, sì! La me faria on gran piasè, me pararà de tornà in la mia vall... Anca se me ne portarà domà vun, va ben istess, ma per piasè ch’el sia on fior profumaa! Allora La spetti, tant mì son semper in cà. Ghe raccomandi, Sciora Ella, ch’el sia profumaa... poeu mì ghe disarmo el nòmm e anca el color ch’el gh’ha... Che La se ricorda: Via Bescapé al vintiduu! Ah... Sciora, me son desmentegada de digh che adess... mi ghe vedi pù!

Marialuisa, giugno 2006
Vi benedico perché mi fate sentire meno sola. Ho settant'anni e non sono autosufficiente fuori casa, mio marito dopo trent'anni di convivenza ha scelto la libertà. Lo capisco ma ho il cuore lacerato e ho perso la voglia di vivere. La mia giornata vive con voi, con gli amici meneghini.

Anna, maggio 2006
La lettura di libri da parte di Giovanna Ferrante mi ha fatto tornare a leggere, cosa che non facevo più da quando ero ragazza. Vivo sola e, pur non telefonando perché sono sostanzialmente timida, mi sento coinvolta ogni mattina dalla trasmissione “Parole, parole, parole” che grazie a tutte le telefonate mi fa sentire partecipe sia della radio sia dell’intera società; e la domenica mi affascina “Ugole a 18 karati” di Lucillo Pitton, con tutti i suoi prestigiosi ospiti.

Maria Luisa, maggio 2006
Ascolto soltanto da due anni. Ho conosciuto Radio Meneghina grazie alla manifestazione Milanocanta e mi catturano tutte le canzoni milanesi, belle e brutte.

Rosalba, maggio 2006
Ho “incontrato” Radio Meneghina nel 1977 durante una trasmissione di Vittorio Pinotti con la sua fisarmonica, e da allora non l’ho più lasciata. Mi piace praticamente tutto.

Umberto, maggio 2006
Quanta strada abbiamo percorso assieme fin dai tempi del “pollaio” di Via Malaga con Fabio Stringa e della marcia “Su è giò per i Navili”! E proseguiamo amorevolmente!

Ester Ragno, aprile 2006
La prima mia sorpresa è stata la nascita di una radio come Meneghina. La prima forte emozione l’ho avuta nel 1979 quando Tullio Barbato al Teatro Nazionale gremito in ogni ordine di posti e con tanta gente in piedi, affiancato da Alfredo Malocchi, Nino Rossi, Francesco Ogliari, Giulio Polotti e Paride Accetti ha tenuto un breve e appassionato discorso che ha concluso con un braccio alzato gridando “Radio Meneghina siete tutti voi”! Un’emozione recente è stata quella di riascoltare dopo tanti anni alcune voci amiche come quelle di Marco Bergonti, Alberto Lorenzi e Dino Gabiazzi. Che la bellissima storia continui all’infinito…

Zina, aprile 2006
Uno dei più bei ricordi è legato alle serate radiofoniche con il gruppo Snoopy. Erano fantastiche.

Renata, aprile 2006
Mi sono appassionata a Radio Meneghina quando ho ascoltato nell’intervallo del lavoro le scenette di Gregorio e della Francesca recitate da Piera Bottini e Bernardo Lupani. Mi piacciono tutte le iniziative di Milanocanta e le storie milanesi come “Case e casini” e quelle raccontate da Giovanna Ferrante.

Lia e Bruno, aprile 2006
Fra i ricordi più belli, le trasmissioni su Milano e il milanese, i Dì de la Montagnetta, il primo Palio delle Porte all’Ippodromo di San Siro, i primi viaggi in Sardegna e in Tunisia.

Asteria, aprile 2006
Vi seguo sempre dalla mattina alla sera, fin dagli Anni Settanta quando Alfredo accompagnava Luciano Taioli nella trasmissione “Amici miei”. Il senso della “grande famiglia” di Radio Meneghina l’ho avuto alla fine di una lunga edizione di Milanocanta al Teatro Nazionale, a tarda ora, Angelo Truffi mi ha riaccompagnata a casa in auto.

Angela, aprile 2006
Fedelissima dall’inizio. Ho l’autografo di Davis Scalzulli che disegnò “el Ghino”. Ho altri cimeli originali. Ricordo Francesco con i baffi, Rino con i calzoncini corti e la maglietta rossa, le Zabette della Picci (Maria Pia Arcangeli) in Via Monte di Pietà con Ricciolino, il programma “A 78 giri”, quelli di Domenico Decorato con Pier Emilio Bassi.

Giuliana Zerbini, aprile 2006
Il mio incontro con Radio Meneghina risale alla fine del 1994. Stavo attraversando un brutto periodo della mia vita, come spesso accade... la vita è fatta di luci e ombre. E mi sentivo molto sola. Tra le cose che mi è sempre piaciuto fare, i viaggi sono una delle cose più belle... e Radio Meneghina ha sempre viaggiato, oltre ad avere altre attività e alla sua varia programmazione. Così timidamente sono entrata nella sua sede, in Via Monte di Pietà, a prendere un depliant di viaggio. Il mio primo viaggio... Germania, i mercatini di Natale, era il mese di dicembre 1994. Ambiente nuovo, cordiale, e la sensazione di essere a casa, o meglio, in mezzo a persone che ti sembrava già di conoscere.
Dopo qualche mese un meraviglioso viaggio, nello Sri Lanka! Come potevo lasciarmelo sfuggire? E' stato bellissimo... ma la sorpresa più grande è stata che al ritorno il direttore, Tulllio Barbato, mi ha chiesto di fare un racconto di questo viaggio ai microfoni della radio: voleva creare uno spazio per gli ascoltatori che lo seguivano nei viaggi. Stupita, emozionata, ho accettato. Diciamo anche incosciente.
E siamo arrivati al 9 luglio 1996, ore 19.20... entro nello studio di Radio Meneghina... non vi dico come mi sentivo, non mi sembrava vero, la paura era tanta. Qui mi accoglie Rino Mangano alla consolle: il suo sorriso, la sua affettuosità, mi hanno colpito e immediatamente rinfrancata. E' stato un prezioso alleato, oh, pardon, è stato il mio "Angelo custode" mentre muovevo i miei primi passi in questa nuova esperienza.
Ho trasmesso, ce l'ho fatta, e Tullio Barbato, forse uso una parola grossa, ha creduto in me. Da allora -sono passati ben 10 anni- ho potuto, anzi, ho avuto il privilegio di raccontare tanti viaggi intorno al mondo con Radio Meneghina, e non solo viaggi... ho conosciuto altri conduttori, Osvaldo Perelli, mitico conoscitore della storia della rivista, e con lui sono nate trasmissioni quali Nomi, Hollywood, La storia del cinema, "giornalista e fusibile, ironico e intelligente". Come ricordare tutti... Giovanna Ferrante, perfetta in ogni sua trasmissione e donna di spiccata intelligenza. Gino Lammendola, fine dicitore di poesie, Ada Lauzi... tutti, tutti. Come dimenticare Giulio Cancelliere, all'inizio mette soggezione, ma è tutta "scena", con lui e Osvaldo ho la fortuna di divertirmi alla domenica nel Giughett in famiglia e di tenere compagnia... con sprizzi, lazzi e numeri. Giulio, ragazzo preparato e intelligente, e spesso un pochino fusibile.
La mia vita è cambiata, ho vinto la mia timidezza e dedico questo ricordo, indelebile nella mia mente, a Radio Meneghina e al suo direttore. Grazie... un abbraccio... vi voglio bene.

Giorgio Bonizzoni e Giovanna Fossati, aprile 2006
Scrivere di trent'anni di vita di una radio e dei milioni di ascoltatori crea sempre il problema di quale ricordo possa essere il più significativo, ma anche sentito e vissuto. Forse ci sarebbero mille dettagli che potrebbero essere descritti, ma il ricordo più caro ed ancora vivo va alle canzoni senza tempo di Nino Rossi, all'umorismo milanese del Brambillon. Ci mancano e ci auguriamo che guardando dall'alto tutto il lavoro che si continua a fare, sorridano dicendo: "Non tutto è ancora perduto".

Oscar Airaghi, aprile 2006
Grazie Radio Meneghina per avere evidenziato i valori del poeta milanese Gianni Airaghi, mio padre, e di avergli dedicato una registrazione introdotta da Tullio Barbato... e grazie papà di essere stato con tuo figlio come sei stato, e di aver lasciato a tutti noi i tuoi pensieri e le tue poesie nel prezioso vernacolo milanese. Questo è il più bel ricordo.

 

   
     
 
 
 
 
 
 

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